Butera si trasforma ogni anno in un crocevia di devozione e folklore durante la Festa di San Rocco, patrono della città dal 1683. Dal 6 al 23 agosto, le strade si animano di riti antichi, processioni solenni e tradizioni popolari che affondano le radici nei secoli. Un evento che richiama migliaia di fedeli e curiosi, desiderosi di vivere un’esperienza unica nel suo genere.
Il culto di San Rocco a Butera: origini e significato
La devozione per San Rocco a Butera risale al 18 aprile 1683, quando il santo fu proclamato patrono della città per volontà dei principi Branciforti. La chiesa a lui dedicata, edificata nel XVI secolo, divenne santuario nel 1983, in occasione del terzo centenario della proclamazione e al suo interno viene conservato il pregevole simulacro.
Il 16 agosto: processione e riti tradizionali
Il culmine della festa si raggiunge il 16 agosto, giorno della ricorrenza del santo. All’alba, il santuario apre le porte ai pellegrini; La statua di San Rocco, realizzata tra il XVII e XVIII secolo, viene posta sulla “vara” adornata con basilico.
Durante la processione, i fedeli percorrono le strette vie del centro storico che per l’occasione vengono abbellite da nastri colorati e immagini del Santo esposti fuori dai balconi. Particolare è il rito della svestizione dei bambini, che vengono innalzati ignudi verso la statua per ricevere la benedizione del santo alla tenera età e per la vita intera.
In serata, la statua viene riportata al santuario, seguita da uno spettacolo pirotecnico che illumina il cielo di Butera.
Curiosità: Il gioco dell’Oca e U Sirpintazzu
Un elemento distintivo quanto divertente della festa è “U sirpintazzu”, una grande maschera a forma di serpente che sfila sulla principale piazza e viene giostrata internamente da mani umane per far si che il suo becco si apra in occasione del Gioco dell’Oca.




