Chiesa di San Giuseppe: Un Tesoro di Fede e Tradizione
Nel cuore storico di Butera, sorge la suggestiva Chiesa di San Giuseppe,in posizione leggermente defilata rispetto al centro. Dal suo piazzale lo sguardo corre sulla vallata sottostante: un vero balcone naturale da cui ammirare il paesaggio siciliano prima di entrare in chiesa per un momento di silenzio e raccoglimento.
Storia
La Chiesa di San Giuseppe fu fondata nel 1733 su interessamento del sac. Giacomo Faraci. Siamo agli inizi del XVIII secolo, in una fase di vivace rinnovamento religioso in Sicilia, e anche a Butera si avverte il bisogno di nuovi spazi di culto.
Nel tempo la chiesa si lega in modo particolare alla devozione per San Giuseppe, tanto che tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento esisteva una confraternita a lui dedicata, guidata dal Rev. don Giacomo Faraci. La coincidenza del nome suggerisce un possibile legame familiare e un impegno prolungato di questa famiglia nei confronti della chiesa
Dopo un lungo periodo di silenzio, la tradizione si è riaccesa di recente: nel gennaio 2024 è stata istituita una nuova Confraternita di San Giuseppe, con sede nella rettoria di San Giuseppe, segno di un rinnovato interesse per questo santo e per la sua chiesa.
Alla fine del Novecento l’edificio è stato oggetto di lavori di restauro, che ne hanno garantito la conservazione e la fruibilità, pur mantenendo intatto il suo aspetto essenziale.
Architettura dell’edificio
L’esterno
La Chiesa di San Giuseppe è incastonata tra gli edifici del centro storico; l’unico prospetto completamente visibile è la facciata principale, semplice e lineare.
La muratura è realizzata con conci di pietra grossolanamente squadrati, disposti con orditura regolare, testimonianza dell’uso di materiali locali. La parte superiore presenta un cornicione essenziale che separa il coronamento a forma di timpano triangolare intonacato.
Il portale, elemento centrale della facciata, è sormontato da una vetrata istoriana raffigurante San Giuseppe: da qui penetra la luce naturale che illumina e conferisce un’atmosfera suggestiva e sacra all’edificio.
L’interno
La chiesa presenta una sola navata longitudinale, che conduce a un presbiterio quadrato. Il presbiterio è separata dall’aula da un arco trionfale, che segna il passaggio simbolico allo spazio più sacro.
Le pareti sono intonacate e scandite da cornici in stucco essenziali. Lungo la navata si aprono due cappelle per lato, con altari secondari in marmo, probabilmente un tempo dedicati a diversi santi e devozioni.
L’aula riceve luce naturale solo dalla finestra in facciata: sopra il fregio interno si trovano i vani di finestre “cieche”, che hanno una funzione più compositiva che pratica. Questo gioco di pieni e vuoti contribuisce a creare un’atmosfera raccolta, leggermente in penombra, adatta alla preghiera.
La copertura interna è piana e intonacata, mentre il tetto è a lastrico solare non praticabile. Il pavimento è realizzato in lastre di marmo Botticino, lo stesso materiale utilizzato per gli scalini che separano la navata dal presbiterio: una scelta sobria ma elegante, che aggiunge luminosità allo spazio.
Opere d’arte
Il dipinto del “primo vestitino di Gesù Bambino”, nella rettoria di San Giuseppe è conservato un quadro che raffigura il “primo vestitino di Gesù Bambino”, risalente alla fine del XVIII – inizio XIX secolo. È un raro esempio di devozione legato alla Sacra Famiglia e un piccolo tesoro di memoria religiosa locale.
Le cappelle laterali con altari in marmo, testimoniano una volta devozioni specifiche e altari dedicati; oggi raccontano, nella loro essenzialità, la storia di una comunità che ha sempre avuto uno forte legame con questa chiesa.
Simulacro dell’Ecce Homo, posseduto dalla famiglia Faraci, di cui membro il fondatore della Chiesa di San Giuseppe, il Rev. Faraci, è stato trasportato e custodito al suo interno.
Feste e tradizioni
La Chiesa di San Giuseppe è legata ad alcune tradizioni importanti della vita religiosa buterese:
Venerdì Santo: da qui prende avvio la processione dell’Ecce Homo, uno dei momenti più intensi della Settimana Santa a Butera. La chiesa diventa punto di partenza di un cammino di fede, che attraversa le vie del paese
Devozione a San Giuseppe e altari di pane: in passato, una processione era organizzata in suo onore, dalla più antica confraternita. Tuttavia, è inattiva da oltre un secolo e anche i residenti di lunga data non la ricordano. Oggi con la rinascita della confraternita nel 2024, le tradizioni legate al santo sono di nuovo al centro dell’attenzione.
Una delle tradizioni è la preparazione degli “altari di pane” in onore di San Giuseppe per la festa di San Giuseppe (19 marzo). Gli altari simbolici imbanditi con pani lavorati e decorati, sono espressione di gratitudine, carità e forte senso comunitario.
Perché visitarla
Per il panorama: il piazzale antistante la chiesa è un magnifico affaccio sulla vallata, perfetto per una sosta fotografica e contemplativa. Consiglio: fermati qualche minuto sul sagrato per goderti il panorama sulla vallata, poi entra in chiesa e lascia che la sua semplicità faccia il resto.
Per la pace: l’interno, a navata unica, offre un ambiente semplice e raccolto, ideale per un momento di silenzio e preghiera.
Per la memoria: fondata nel 1733, la chiesa è un tassello prezioso della storia religiosa di Butera.
Un consiglio per rendere più piacevole la visita è : fermati qualche minuto sul sagrato per goderti il panorama sulla vallata, poi entra in chiesa e lascia che la sua semplicità faccia il resto.
Informazioni utili per la visita
La Chiesa di San Giuseppe si trova nella zona storica di Butera, in posizione leggermente appartata ma facilmente raggiungibile a piedi durante la visita del borgo.
Per orari di apertura, celebrazioni e iniziative della Confraternita di San Giuseppe è consigliabile informarsi direttamente in loco o presso la parrocchia di San Tommaso Apostolo.







